Il narcisismo e l’incapacità di amare

 Il narcisista ha un problema che riguarda la sua “identità” e noi, popoli del benessere, siamo diventati narcisisti in quanto eccessivamente centrati su noi stessi in senso egopatico ed egoistico, fino a perdere via via sempre più contatto con la nostra essenza con il conseguente risultato di dover compensare l’identità sconosciuta con una falsa personalità che si basa esclusivamente sull’immagine che deve essere costantemente sostenuta dall’esterno.

In pratica, il problema di fondo del narcisista riguarda un ideale dell’Io troppo elevato che diventa impossibile raggiungere; in questo vuoto angosciante il soggetto comincia a compensare occupandosi di ciò che “vorrebbe essere” anziché di “ciò che è”; comincia così a coltivare un’immagine ideale che, per forza di cose, dovrà essere apprezzata, sostenuta ed accettata dagli altri in modo da poterne ricavare quel sostegno e quel plauso di cui il narcisista ha bisogno per vivere.

Nella nostra società i narcisisti vengono spesso considerati persone “vincenti”: sono infatti persone “alla moda” che frequentano i posti giusti, si vestono come si conviene, presentano un forte adeguamento alle opinioni e ai valori esterni e non coltivano nulla di personale; è così che, giorno dopo giorno, si convincono di poter “essere ciò che appaiono”; non è un bisticcio di parole giacchè questi soggetti confondono ESSENZA ed IMMAGINE e contrabbandano i lorovalori con quelli esterni che fanno trend in quanto, per poter essere accettati in modo da accettarsi, devono rispecchiarsi negli occhi degli altri ricavando un’immagine positiva di sè.

L’identikit del narcisista

I narcisisti devono essere sempre “perfetti”; dicono quello che gli altri vogliono sentirsi dire e, soprattutto, si sentono importanti quando giocano quel particolare “ruolo”. Non possono minimamente mettere in discussione la loro immagine.

Nel contatto con gli altri sanno essere molto seduttivi e manipolatori ma sono anche condannati a “piacere per piacersi” e, di conseguenza, non si curano degli altri in senso affettivo poiché questi vengono visti esclusivamente come specchi, necessari a sostenere la loro “sceneggiata” pubblica e privata.

Si tratta di  individui che sono lontani dal mondo reale ed infatti coltivano un IO ideale e, se vengono attaccati, utilizzano una aggressività difensiva tesa a salvaguardare l’immagine che hanno dato di sé agli altri.

I narcisisti si differenziano da quelli che sono veramente fiduciosi e pieni di risorse proprio nel fatto che mostrano una esagerata “grandiosità che spesso ha tratti mitomani” che viene messa in atto per brillare sempre e comunque per gli altri; hanno una maschera potente sempre “attiva e vigile” che deve nascondere e proteggere il terribile vuoto interno. Spesso sono le persone considerate “vincenti” a livello sociale.

Narcisismo da un punto di vista relazionale

Sul piano relazionale i narcisisti sono dei veri anaffettivi in quanto non hanno mai avuto affetti veri e, per questo, non hanno sviluppato un Se’ autentico dotato di sentimenti profondi in grado di suggerire scelte sulla base di valori che, del resto, sono possibili solo in presenza di un IO che discrimina, valuta e sceglie. Proprio per questa deprivazione iniziale e per il tremendo vuoto interno non sono neppure in grado di assumersi delle reali responsabilità che necessitano di scelte precise e della capacità di farsene carico in seguito.

Sono praticamente dei bambini travestiti da adulti che hanno bisogno di “essere al centro del mondo” in maniera quasi autistica, incapaci come sono di penetrare dentro a sé stessi, di relazionarsi e confrontarsi con gli altri e di conoscere sé stessi.

Nel narcisista contrariamente a quanto si pensa, non vi amor di sé, ma, al suo posto, c’è il “culto dell’immagine di sé” e sappiamo bene che l’immagine diventa una necessità assoluta dove non c’è contatto con l’essenza.

Il narcisista, non avendo potuto godere a suo tempo di quello sguardo “autentico e vitale” che potesse garantire il suo valore e il suo senso di esistenza, continua a cercarlo tutta la vita negli occhi degli altri, condannandosi a piacere agli altri incarnando valori che sono quelli socialmente accettati e premiati.

La mancanza di valori veri rende il soggetto camaleontico, in grado di cambiare giorno dopo giorno adattandosi con facilità alle esigenze esterne, complice anche una reale incapacità di scegliere che non crea problemi nella fedeltà a sé stesso.

Il narcisista è una persona “sola” che non può creare rapporti autentici in quanto non conosce i suoi sentimenti; in pratica un soggetto che deve “divorare” gli altri, manipolandoli nel tentativo di asservirli ai suoi personali bisogni; in pratica gli altri non vengono effettivamente considerati.. esattamente come un tempo qualcuno non ha considerato lui come qualcosa di prezioso e da amare.

Spesso, per rientrare in contatto con sé stessi, questi soggetti devono partire dal contatto con il loro corpo, fino a recuperare quel “sentire” che hanno soppresso e che non permette una vera umanità. Infatti, devono essere “compresi ed accettati” per quello che sono.. esattamente quello che non è accaduto da bambini. La parola d’ordine è “comprensione”; da piccoli non sono stati capiti e non sono stati rispettati nei loro sentimenti e, per guarire devono trovare qualcuno che accolga veramente la loro interezza.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

4 Commenti a “Il narcisismo e l’incapacità di amare”

  1. Consy

    Set 10. 2018

    Salve, in relazione all articolo, come si può aiutare una persona a cui si tiene molto? È molto impegnativo viverci vicino, ha la tendenza a camuffare, mascherare in funzione di ottenere consensi sociali, che molto spesso suscitano gelosie e insicureza da parte mia, sopratutto per la tendenza all anaffettività.
    Grazie

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  2. mafalda

    Gen 19. 2018

    Bravissima , mi piace come descritto spiegato e sintetizzato un narcisista in pratica

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  3. Lucia

    Ott 15. 2017

    Ho letto molto sul narcisismo (compreso Lowen)…..termine ormai inflazionato tanto da non comparire più neanche nel manuale diagnostico per eccellenza (DSM)…..questo articolo è fatto molto bene ….essenziale nella sua semplicità …..

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