emozioni

Non hai perso nessuno, sono gli altri ad aver perso te

Illustrazioni: Tithi Luadthong

Se hai cuore, non puoi perdere niente dovunque vai. Puoi solo trovare. (Jean-Claude Izzo)

Di sicuro almeno una volta nella vita avrai perso il legame con qualcuno che per te era importante:i tuo partner, un amico, un familiare. Mi riferisco a una perdita emotive, non fisica; quella perdita che ci lasciano delle grosse ferite al cuore.

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12 frasi tossiche che un genitore non dovrebbe mai dire al figlio

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Sin da piccoli siamo influenzati dalle parole; su di noi incidono le parole che pronunciamo, quelle che ci vengono dette e quelle che vorremmo dire o sentire. Le parole, infatti,  possono determinare la nostra felicità, influendo sulle emozioni e sugli stati d’animo. Possono ferire, innervosire, alterare oppure possono fortificare, calmare, sostenere e rassicurare chi le pronuncia e chi le ascolta e riceve.

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11 segnali che soffriamo di bassa autostima

Nessuno può obbligarvi a sentirvi inferiori, senza il vostro consenso” (Eleanor Roosevelt)

Sentirsi inadeguati, inferiori, sentire di non valere, percepirsi come persone non meritevoli d’amore…sono pensieri che posiamo sperimentare almeno in un periodo negativo della nostra vita.  Può capitare a tutti di vivere momenti di insicurezza, o provare sensazioni di inadeguatezza quando si è nel bel mezzo di determinate circostanze e situazioni. Tutto questo può essere anche “normale”, se vissuto entro un certo limite.

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Le cose per le quali non dovresti mai vergognarti

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Meglio la vergogna sul viso che una macchia sul cuore. (Miguel de Cervantes)

La vergogna è un’emozione che può invalidarci l’esistenza. Quando si sviluppa in modo normale, rappresenta un fattore evolutivo importante, poiché rende possibile il senso di responsabilità e partecipa alla costruzione dell’etica personale. Ma quando la vergogna è eccessiva e fuori luogo costituisce un elemento di blocco molto doloroso.

Quando si prova questa emozione, il pensiero è quello di sentirsi inferiori, profondamente giudicati e diversi da come si vorrebbe essere. La mente continua a tornare lì e ci procura ogni volta lo stesso dolore: ci rimproveriamo, ci autoaccusiamo, malediciamo il nostro carattere, ci disprezziamo, ci paragoniamo agli altri. La vergogna in sé quindi non è un problema, ma lo diventa il ricorrere continuo di questa esperienza, la profondità del disagio e l’innescarsi di una sorta di vergogna preventiva.

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